"Une Marie Laurencin pour
l'oreille" (una
Marie
Laurencin dell'orecchio): così Jean Cocteau
parlava di
Germaine Tailleferre, l'unica donna del celebre Gruppo dei Sei. Questa
corrispondenza tra gli acquerelli decorativi della Laurencin e la
musica di Tailleferre non è molto appropriata.
Ingenuità,
freschezza, femminilità, sono sì
qualità associate
alla Tailleferre, fin dal suo arrivo nel gruppo dei Sei. Ma volendo
fare un paragone, è ben più alla "fauve" Sonia
Delaunay che si associerà la musica di Tailleferre
che
alla dolce Laurencin, trovandosi in una gran parte della sua musica un
vigore autentico, talora venato (malgrado armonie di una grande
sensualità) di inaspettata austerità.
Ascoltando casualmente nel 1917 i "Jeux en plein air", Satie
definì la Tailleferre “sua figlia
musicale".
Il sorprendente Concerto per due chitarre e orchestra
è
stato
recentemente ritrovato e registrato nel 2004 in Germania da Chris
Bilobram e Cristina Altmann. Fino a poco tempo fa, una enorme parte
delle sue opere maggiori è rimasta inedita.
Da una lettera scritta da Milhaud a Durey :
…"Ciascuno di
noi
è libero: tu ami Ravel, Arthur (Honegger) ama Schmitt, io
amo
Magnard, Francis (Poulenc) ama Roussel, Tailleferre tutto il mondo e
Auric nessuno ! Libertà a noi…