Dal Corriere della sera.it
Da giovedì un programma che spazia da Beethoven alla compositrice orientale
La Verdi si spinge fino in Cina
Il direttore Xian Zhang: «Per la prima volta in Italia dirigo un’opera di Chen Yi»
La compositrice Chen Yi, 57 anni
MILANO
- «Penso sia un programma che possa catturare e affascinare il
pubblico: bello e vario, va da Vienna al sud della Cina, da due tra le
più popolari sinfonie a un brano in cui quasi si sente la fragranza del
Vietnam, da Schubert e Beethoven alla cinese Chen Yi, che oltre ad
essere un’ottima compositrice è una mia cara amica». Le parole con cui
Xian Zhang presenta il concerto che dirigerà giovedì in Auditorium
scorrono quasi come uno slogan. In effetti basterebbero i due
capolavori che si alterneranno sui leggii della Verdi per ingolosire i
palati più fini: l’«Incompiuta» di Schubert e l’«Eroica» di Beethoven
che, ricorda la Zhang, «è una pietra miliare, l’inizio dell’era
romantica. Ed è anche una delle sinfonie più discusse, per la sua forma
e le sue armonie».
Al di là delle disquisizioni
musicologiche, il direttore musicale della Verdi non è coinvolto tanto
dalla prospettiva storica («Inizialmente la sinfonia era dedicata a
Napoleone, ma quando questi si autoproclamò imperatore Beethoven,
furioso e deluso, cancellò il suo nome e strappò la prima pagina»),
quanto dall’approfondimento psicologico: «Beethoven si stava rendendo
conto che sarebbe diventato sordo, per questo il vero leit motiv
dell’opera è l’uomo che lotta contro il fato e la morte».
Se tanti
appassionati conoscono questi due totem quasi nota per nota, forse
neanche i più esperti saprebbero riconoscere «Ge Xu – Antifona» di Chen
Yi. Nata nel 1953 nella regione del Guangdong, è stata la prima donna a
ricevere il Master of Arts in composizione al Conservatorio di Pechino.
Oggi vive, compone e insegna negli Stati Uniti. «È la prima
volta che viene eseguito in Italia, ma io l’ho diretto spesso»,
racconta la Zhang. «L’opera è davvero speciale, non è un azzardo
affiancarla a Schubert o all’Eroica. Il titolo significa letteralmente
"Le radici delle canzoni": i ritmi e le melodie sono desunte da canzoni
e danze popolari della parte più meridionale della Cina, ai confini col
Vietnam, una regione molto ricca di danze e temi popolari». Il brano è
una sorta di sinfonia tripartita: «L’inizio è bellissimo, con i violini
che creano un suono remoto, come se tutto il mondo stesse iniziando in
quel momento. Nel mezzo rintocca una vibrante danza popolare eseguita a
piena orchestra, mentre il finale sfuma in un lungo e dolce a solo dei
fagotti».
INFORMAZIONI: Da giovedì, largo Mahler, ore 20.30, euro 13-31, tel. 02.83389401.
Enrico Parola
31 maggio 2010
-American Record Guide
"Chen
Ye is a Chinese composer with experience in both Chinese traditional
music and European Art Music. She smashes the two worlds together in a
way that reveals deep knowledge of both— an unusual skill."
-Yo-Yo Ma (quoted in an interview with John Soltes), The Daily Targum (Rutgers University)
"She
is both a musician - and she is a wonderful composer…I love when
somebody writes in the way that you feel is instrumentally good…The
other thing that I really love about Chen Yi is that she's really
incredibly well grounded in a number of different traditions. She has
great chops for writing contemporary music. She also knows many
traditional Chinese styles."
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